venerdì 5 dicembre 2014

Attrezzatura per il Busker perfetto

Per suonare ed essere ascoltati efficacemente per strada, é necessario dotarsi di attrezzature specifiche che possono fare la differenza quando é ora di sbaragliare la concorrenza.

Prima di tutto scegliere la chitarra piú versatile che avete, in modo da coprire piú generi musicali e quindi non essere legati solo su un territorio che potreste scoprire essere non adatto a dove suonate.
Meglio se la vostra "ascia" sia provvista di split coil e di vibrato (alla gente piace).

                                                       (Io con la mia fedele Belzebu!)

Per quanto riguarda l'amplificazione dipende da dove siete e dalle regole del posto.
Io a Perth (WE Australia) sono stato obbligato dalle regole locali a usare un ampli a batteria.
Se questo é il caso, quindi non esiste la possibilitá di un'allacciamento alla corrente, vi consiglio il piccolo VOX MINI5, un piccolo 5 watt alimentato da 6 AA provvisto di simulazione ampli e effetti come riverbero e delay di buona qualità.
Per non spendere tutto quello che guadagnate in batterie vi consiglio di comprare delle batterie ricaricabili con il loro apposito ricaricatore e di tenere almeno 12 pile cariche nel vostro zaino.
Potete ricaricarle durante la notte cosí da essere pronti per il vostro show.

Assicuratevi che l'ampli scelto abbia l'ingresso aux di modo da permettervi di collegare un dispositivo in cui avete precedentemente caricato le basi dei vostri pezzi.

Non sparate un volume esagerato il vostro ampli perché se no il suono che esce da un piccolo combo risulterá sporco e poco chiaro, cercate invece un luogo che sia acusticamente consono alle esigenza, con una buona rifrangenza (io facevo piú soldi sotto delle arcate).

Prima di uscire di casa assicuratevi che tutto funzioni, non vorrete mica arrivare in loco ed andarvene come siete venuti.
Comprate cavi di qualitá, miglioreranno il suono generale.

Divertitevi, se vi divertirete anche la gente si intratterrà guardandovi.
Provate un travestimento buffo (io sotto Natale ero vestito da Santa Claus)
                                                      (Io vestito da Babbo Natale Rock)

E poi spero che anche voi, come me, abbiate sostegno dai vostri amici come lo ebbi io!
Grazie Emanuel, questo articolo lo dedico a te e spero che da lassú continuerai ad amare il prossimo come lo hai fatto sempre in vita.
GOODBYE BRO!!

Firmato
Umby

mercoledì 3 dicembre 2014

Chitarra fanatico?.....Lo stai facendo male!

Che io sia appassionato di chitarre è ormai risaputo, ma sul web se ne vedono di tutti i colori.
L'amante delle chitarre deviato non solo compra strumenti ma, anche quando va in bagno non vuole separarsi dai suoi oggetti di "culto".
E cosi nasce la tavoletta da musicista (chi sa che musica).

Oppure!!
Siete nati negli anni ottanta tra Mazinga Z e Lupin ed eravate smanettoni sulla Super Nintendo di Super Mario?
C'è la soluzione! Ecco a Voi La Mario Guitar!

Se poi non fate a meno di voler sentire il vostro accordo preferito e avete tanti ospiti in casa quest'altro gadget vi sembrerà irrinunciabile.
La campatarra (campanello/chitarra).

Se pensi che la chitarra ti calzi a pennello come un vestito perchè non regalare alla tua ragazza un completino da sei corde?


Tra l'altro è anche sobrio ed elegante.
Quindi il mercato e bello perchè vario (o avariato), dunque avete solo da scegliere cagare con stile, suonare sui genitali di Mario, scampanellare o suonare la vostra donna come Hendrix suonava la sua chitarra.

Firmato
Umby
  

martedì 2 dicembre 2014

Marshall Amps: storia di alti, bassi e....medi


Nella storia dell'amplificazione chitarristica, certo spicca il nome di Jim Marshall, recentemente scomparso ed inventore degli omonimi amplificatori.
Jim, sopperí ad una necessitá di volume dei nuovi chitarristi crendo le famose testate 100 watt che sarebbero poi stati usati da band quali: Hendrix, Led Zeppelin, Cream, Whitesnake e migliaia di altri famosissimi gruppi.

Marshall però, oltre un alone di rispetto e di stima, ha sempre sofferto di critiche rispetto alcuni suoi prodotti specialmente i quali non prodotti negli UK.
Mentre i prodotti valvolati hanno continuato sempre a vendersi e a godere di buona fama anche negli anni dove gli ampli "butique" prendevano piede, gli ampli a transistor sono sempre stati un oggetto di dibattito tra i tecnici.

Non fú facile tenere il passo quando i primi ampli digitali (che hanno la possibilitá di simulare vari ampli ed effetti), come Line6 e Vox, uscirono al commercio.
Anche Fender, con il suo Gdec (pieno di funzioni) coprí la fascia di mercato del chitarrista d'appartamento.

Ma Marshall no!

Ultimamente Marshall ha ritrovato sfoggio, che non aveve perso sugli ampli di qualitá, aumentando la sua schiera di endorsement con due pezzi da novanta ritornati a casa dopo un escursus lungo rispettivamente con Peavy e Laney, Satriani e Gilbert.

Quindi la qualitá di questo brand non é da mettere in discussione sui prodotti valvolari che sono sempre una garanzia ma, per quanto riguarda la fascia casalinga e da studi, secondo me manca un'ampli che soddisfi sia i puristi che gli smanettoni FX.

Comunque anche io ho in casa come ampli per gli alunni un marshal a transistor e tutto sommato non mi posso lamentare anche se, comparato con alcuni modelli digitali, ha fatto il suo corso.

Consiglio quindi, se interessati all'acquisto di un marshall, di scegliere modelli combo o testata possibilmente valvolari e made in UK che sono sicuramente indice di qualtita rispettata dalle piú grandi star del rock mondiale.


Firmato
Umby

sabato 29 novembre 2014

Pubblicità: tira più un pelo di....che un carro di buoi!

Se almeno una volta nella vostra vita avete aperto un mensile di chitarra, avrete notato che su quasi tutte le pubblicità delle nostre amate sei corde c'è una dolce donzella in pose succinte (per non dire oltremodo da zoccola).

Il binomio pubblicità/topa ormai rinnomato e non solo il campo chitarristico ne è aflitto infatti, anche in tv questo tipo di spot è ormai all'apice della libertà visiva.
Manca solo che Familia Cristiana metta in copertina una pinup di play boy.
Nell'ambito chitarristico però sono presenti alcne eccezzioni; marche come Fender e Gibson, essendo legate più ad una visione vintage, difficilmente mettono in pubblicità prominenti signorine.

Questo fa pensare al grande lavoro di marketing che c'è dietro alle nostre marche preferite che spendono miglioni di dollari nella ricerca dell'"amo" giusto per le nostre bocche consumatrici.

Quindi i prodotti più moderni con forme strane di solito vengono pubblicizzate da signorine vestite da Mistress (come se questo avesse legami con il metal) mentre, i prodotti legati più alla tradizione quali Fender e Gibson puntano più sul loro marchio e sull'immagine che negli anni si sono creati.

Mentre il femminismo si indigna il maschilismo pubblicitari abbonda!!

I connotati sessuali di queste pubblicità si vedono (esempio della foto in alto) e non poco ma, se ci pensiamo bene il rock è sempre stato legato un pò anche al sesso, anche lo stesso motto Sex, Drugs and Rock'n Roll lo testimonia.

Quindi, godiamoci sto ben di dio e non lamentiamoci, in una società tempestata da guerre e morte un paio di poppe possono solo farci del bene,

Firmato
Umby                                                                                                                                        

Gioco a Guitar Hero quindi....so suonare la chitarra.

Se c'è una categoria che veramente mi fà ribrezzo, sono quelli che sapendo completare una canzone al 100% una canzone su Guitar Hero se la spacciano da grandi chitarristi.
Recentemente anche a "Tu Si Que Vales", abbiamo potuto ammirare un ragazzo che si è presentanto come concorrente portando come suo "talento" la sua abilità nel GIOCARE a Guitar Hero.
(Bocciato da tutti anche da dalla Defilippi che di musica ne capisce come Topolino di gnocca).
                                       (Esempio di Homus Heroetricus Dementis)

Ma come non bastasse YouTube ha dei video di gente che gioca su una canzone che la canzone stessa!!!
Poche settimane fa, mi è capitato d parlare con un giocatore di guitar hero che asseriva di fare "Cliffs Of Dover" di Eric Johnson al 100% e vantandosi della sua abilità affermava che: cito testualmente "E' veramente difficile come canzone, provaci tu se riesci!".
Partiamoi dal presupposto che per me ci siano voluti anni di studio e di sacrifici per farlo su uno strumento vero ma, credi veramente che il picchiettare su quattro tasti colorati al momento giusto possa darti l'autorità di parlare di un pezzo come un musicista?
Non critico chi gioca a questo gioco, (scusate la rindondanza) ma bensì la gente che ha la presunzione di parlare di cose senza capirne le regole.

Ergo:
Il lavoro dei musicisti ai musicisti!

Firmato
Umby

venerdì 28 novembre 2014

Mai farsi la cantante!!

Dopo tanti articoli seri è venuto il momento di scriverne uno serissimo!
Recentemente ho letto he la magiore causa di scoglimento dei gruppi è il coinvolgimento emotivo dei suoi membri.
Tutto ciò fa pensare, allora ho stilato i cinque motivi principali per non farsi la cantante.

1) Se ti fai la cantante stai pur certo che ti proporrà di interpretare le sue canzoni alla Candy Candy.

2) Se ti fai la cantante avrai perso voce in capitolo con i tuoi compagni "tanto tu la difendi perchè te la sbatti".

3) Se ti molla tutto il lavoro di prove e i vari concerti/registrazioni andrà tutto del culo, conseguentemente i      tuoi compagni ti omaggeranno di un gradito "te l'avevo detto".

4) Quando non avrà voglia di venire alle prove perchè è al centro commerciale con le amiche sarai tu a dover raccontare una balla colossale ai tuoi compagni per coprirla.

5) Durante i concerti vi ammiccherà facendo trasparire che lei è latua ragazza rovinandovi il detto sesso, droga e rock'n roll (insomma scordatevi di impersonare David Lee Roth con le groupie).

Quindi per chi avesse ancora voglia di rimorchiare "l'ugola d'oro" ci pensi su un pochino su (ve lo dico come esperienza personale!!).
Se poi invece usate il vosro gruppo per fare casting di ragazze carine solo per secondi fini....bè chapò!!

Firmato
Umby


giovedì 27 novembre 2014

Les Paul Traditional o Standard?

Oggi voglio alimentare nelle vostre menti un bibattito che su internete è cocente!
Meglio comprare una Les Paul Standard o una Traditional?
Prima di tutto un po di storia!
Nel "lontano" 2008 Gibson decide di fare un cambio nella sua schiera di prodotti, dividere il marchio Les Paul in due grandi filoni: Standard e Traditional.
Fino ad allora tutte le chitarre che non erano Custom o provenienti dal custom shop venivano denominate Standard.
Siccome viviamo in un mondo in continua evoluzione, e che quindi anche noi chitarristi abbiamo sempre bisogno di nuovi territori, Gibson ha deciso che la linea Standard avrebbe inglobato al suo interno delle modifiche che la rendessero più versatile e diversa dalla linea tradizionale che la Les Paul ha sempre avuto.
Quindi appunto nel 2008 le prime modifiche furono l'introduzione del jack d'ingrasso Neutrik (poi tolto perche odiato), le meccaniche autobloccanti e la tastiera plek'd.
                                           (Gibson Les Paul Standard 2008)

Dal 2012 la nostra Standard ha avuto un ultriore passo avanti implementando anche lo split coil e l'inversione di fase sui nostri Humbuckers donandoci una plettora di suoni pressocchè infinita (magari poco utili però infinita).
Ma non è finita qui!!
Nel 2014 (quest'anno) la gibson si è superata apportando nuove modifiche.
Al dodicesimo tasto avremo quindi un bellissimo intarsio nella madreperla che ci ricorda che questo è il 120simo anni di Gibson, abbiamo sempre lo split coil ma, al posto del push/pull del controfase, (per me poco utile) adesso troviamo un tap che ci permette di avere un boost di 15db che ci darà una spinta in più sui nostri assoli.
In più troviamo il tanto amato/odiato Mini e-tune, ovvero il sistema di auto accordatura robotico di gibson.
                                                            (Standard 2014)

Ma se tutti questi artefatti non dovessero piacervi? E se siete dei tradizionalisti? Se vi piace solo la poizione del missionario?
Semplice! Gibson ha avuto la soluzione!
Come ho detto prima i manager della casa di Nashville hanno diviso le linee, quindi in catalogo potete trovare tranquillamente la vostra Les Paul amata e senza gadget per voi inutili, che adesso è commercializzata con il nome di Traditional.

                                                                (Les Paul Traditional)

Quindi che voi siate amanti della tradizione o dell'innovazione Gibson ha la soluzione! (ho fatto la rimaaaa)
Come felicissimo possessore di una Standard 2008 posso solo dirvi che Gibson contina a fare strumenti ottimi per tutti i generi e che quindi poco importa quale delle due scegliate, perche tutte e due suonano molto bene, quello che avviene in questi casi è che il nostro gusto estetico sia il vero giudice in quanto le nostre orecchie saranno comunque appagate.

Firmato
Umby