sabato 16 gennaio 2016

Recensione: Hotone Purple Wind

Come promesso la scorsa settimana continuerò a recensire i mini ampli Hotone e questa settimana tocca al Purple Wind.
Partendo dal presupposto che le specifiche fisiche dell'oggetto sono sempre uguali per tutti i mini Hotone (quindi vi consiglio di rileggre il precedente articolo se non lo avete fatto)  il Purple Wind ha una bellissima colorazione porpora metallizzato.
Questa piccola testata è stata creata per simulare il suono di un Marshall Plexy Super Lead, più o meno quello che avrebbe utilizzato Hendrix.

Ho già detto che in cuffia, se non si utilizza un reverb nel apposito send/return, questi ampli  possono risultare un pò piatti e tendenzialmente se si tiene il gain basso tutti troppo simili.
Le cose cambiano quando attaccati a casse serie.
Unita alla cassa 2X12 chiusa Brunetti e mettendo tutti i potenziometri alle 12 in punto (Tutto a 5 per internderci), possiamo apprezzare una simulazione di un crunch Marshall a pieno titolo.
Abbassando il gain e alzando i bassi a 7 possiamo raggiungere suoni alla "Little Wing" o comunque dei pregevoli clean, sempre un pò tanto compressi a mio avviso ma molto dipenda anche dai transistor.
Devo dire che preferisco una chitarra equipaggiata con single coil che con humbuckers, forse perche la bobina singola (soprattutto al manico) gli dà una nasalità originale.
Trovo che dinuovo, come visto per il precedente British Invasion per ottenere il suono migliore e più fedele all'originale bisogna settarlo così Bassi 7,5, Middle 6,
Treble 6, Gain 8,5, Volume 5. 
Poi ovviamente è personale ma avendo avuto l'opportunita negli anni di suonare con un Super Lead vi dico che in quel modo ci si approssima molto.

Alzando il Gain passiamo da un crunch ruggente a una distorsione molto elevata, forse troppo se si vuole emulare un Super Lead, ma che di certo rientra nei gusti della maggior parte di noi che amano sia il blues rock che l' Heavy Metal.
La simulazione Marshall c'è ed è buona anche se devo dire che in commercio ci sono dei software che lo fanno meglio (Guitar Rig, Bias ecc..) però la comodità di poterlo portare in sala dentro la custodia della chitarra è veramente notevole.
Lo raccomando a chi ama i suoni tipo AC/DC più che per chi fa cover di Hendrix inquanto manca del calore valvorare necessario.

Devo ammettere di essere stato più sorpreso del precedente British Invasion, ma comunque per la sua praticità e semplicità mi sento di consigliarlo.

Firmato
Umby.


Nessun commento:

Posta un commento