martedì 6 gennaio 2015

Cosa vuol dire manico in C, V, D?

Ogni volta che leggiamo un'articolo di qualche rivista specializzata in chitarre, quando viene presentata un nuovo modello, in riferimento al manico si parla di forma in C, V, D.
Che cosa significano queste lettere per il consumatore?
Ogni marca, negli anni ha adottato vari tipi di forme per i propri manici, che ne hanno un po' caratterizzato l'aspetto e il genere in cui venivano pensati.
Queste lettere, che fanno si che si riconosca immediatamente di che manico si tratta, sono semplicemente la sezione del manico, ovvero se noi con un seghetto potessimo tagliare, per esempio, al quinto tasto potremmo vedere proprio molte differenze tra uno e l'altro
Così si avranno i seguenti manici:

1) Hard V
Comunemente usato nelle chitarre acustiche Martin dei primi del novecento, è uno dei profili più difficili da vedere oggi giorno anche per la poca comodità che offre.
 
2) Medium V
Il Medium V è il manico tipico delle Stratocaster costruite prima del 1960, è un manico comodo che permette l'utilizzo del pollice per raggiungere il mi basso.
molti grandi chitarristi come Clapton e Eric Johnson hanno utilizzato questo tipo di manico nella loro carriera.

3) C Shape
Il C shape è il principe dei manici, si tratta della forma che le Stratocaster hanno introdotto nel 1960 fino ad oggi sulle serie standard.
Molti brand usano questo profilo come loro standard, e diciamo che al tatto è quello più moderno e di facile utilizzo.

4) D Shape
Il D Shape è il manico standard che montano le Gibson, nel 59' più sottile, nel 60' più spesso, questo profilo è rimasto pressocchè immutato fino ai giorni attuali.

5) U Shape
L'U Shape fù particolarmente usato da Fender sulle prime Brodcaster, Nocaster e Telecaster.
Gli specialisti lo chiamavano anche "Baseball Bat" (mazza da Basball), per identificarne lo spessore.

Spero di essere stato abbastanza chiaro ed avere risolto questo enigma definitivamente.
Prima dell'acquisto di una chitarra in specifico, che vi piace esteticamente, vi consiglio di provare molto il tatto che questi differenti manici hanno sulla vostra mano e che potrebbero influire sul vostro playing.

Firmato
Umby


  

lunedì 5 gennaio 2015

Addio Pino!!






Questa notte é scomparso Pino Daniele, un vero e proprio mito della musica Italiana, stroncato da un'infarto.
Questo post non ha il fine di ricordare solo la sua produzione musicale ma anche l'uomo che si celava dietro le canzoni.
Una volta ho sentito un detto che recitava cosí "le persone piccole le riconosci subito sono quelle che passano tutto il tempo a dirti quanto sono grandi", bé Pino era un grande con la G maiuscola, perché nonostante fosse considerato (piú all'estero) un genio, ha sempre mantenuto una faccia pulita, senza fronzoli e sempre pronto a parlare di musica.
Nel mondo del suono lo piangiamo tutti, basti pensare che Clapton in un'intervista aveva dichiarato che il suo sogno era suonare un'altra volta con lui e che lo avrebbe chiamato per tutti i crossroads futuri "compatibilmente con i SUOI (di Pino) impegni", aveva aggiunto.
Pino Daniele nonostante fosse in possesso di una tecnica ottima alla chitarra non si é mai lasciato trasportare da questo strumento facendono un artista di chitarra ma, bensí ha utilizzato la sei corde come un compositore serio e impegnato.
Le sue canzoni parlano di tutto, senza imboccarti una morale forzatamente sei tu che devi far e tesoro e adattarle alla tua vita.
Penso che chiunque dovrebbe riscoprire la musica di Pino magari abbandonando anche un po' alcuni artisti suoi concittadini che alla musica e alla cultura fanno solo del male.
Oggi mi sento orgoglioso di essere Italiano e essere stato un fratello nazionale di questo grande artista.
Mi lego alla sofferenza dei sui cari e quella della cittá di Napoli.

Grazie Pino

Firmato
Umby







sabato 27 dicembre 2014

Kisekae: Le mie creazioni.

Dato il successo ottenuto dal precedente articolo sul kisekae ho deciso, come avevo promesso,  di darvi degli esempi di creazioni possibili un pelo piú evolute di quelle che avevo postato nel primo articolo.
In questo post, vorrei sviluppare il discorso sul comando D.I.Y. che permette di inglobare delle fotografie o immagini prese da internet su qualsiasi parte della chitarra.

In questo caso ho utilizzato un'immagine con un surfista sia per il body che per il battipenna (nel battipenna stilizzato), dando a questa tele un tema generale definito, mantenendo grazie alle meccaniche vintage un'aria classica.

Sapete che sono un'appassionato di Ibanez, quindi non potevo esimermi dal crearne alcune.
Qui abbiamo una RG con aria southern rock, bigsby, filtron e bandiera sudista annessa.
Uno spettacolo!

Passiamo alla seconda che mi era piaciuta molto quando la realizzai la RG star and stripes
Una delle piú facili da realizzare basta una RG e uno che sappia erografare!

Possiamo dire la stessa cosa di questa, anche se qui sono stato patriottico

Ho voluto esagerare con una custom di prima serie! Body thinline con bica a f, top in acero fiammato, gold hardwere, ponte wilkinson e meccaniche ebano.
Wow!!

E questa é colei che é diventata realtá Belzebu!!
Dopo aver disegnato questa meraviglia mi sono reso conto che era lei la Signature che desideravo.
Ponte fisso Gotoh, v7 e v8, split coil e una fiamma sia sul body che sulla paletta.
L'unica modifica che ho fatto dopo la progettazione é stato cambiare il pickup centrale con jn JB Mini.


Ed ecco il prodotto finito!

Io consiglio a tutti di provare il kisekae, perché con esso possiamo fare tutte le prove possibili prima di crearci la nostra ascia perfetta.
Con una buona dose di fantasia si può fare realmente di tutto.

Firmato
Umby

lunedì 22 dicembre 2014

A Natale regala un pedale.

Mamme, a natale lasciate perdere i regali tipo maglioni, calzette, pantaloni o ninnoli inutili, fate ai vostri figli chitarristi un regalo utile e sicuramente apprezzato......un pedale.
P.S. anche ai mariti si può fare questo presente.
Nel mercato ormai si può trovare veramente di tutto, migliaia di pedalini di ogni forma e colore processano il nostro suono fino all'estremo.
Io per non far confusione dividerei i pedali in tre grandi famiglie.
1) Distorsori
2) Delay e riverbero (alterazioni di tempo)
3) WhaWha.

Ora vediamo i miei consigli per gli acquisti natalizi in ognuno di questi campi.

                                                                       1) Distorsori

1,1) Boss DS1



Probabilmente il pedale più famoso del mondo usato da tutti i grandi come Steve Vai e Joe Satriani.
Questo pedale può essere usato sia da solo, in quanto ha abbastanza gain da poter essere usato di per se, o come boost sul canale krunc.
Per avere il classico suono Satriani: Tone 4,5, Level 5, Dist 9 o 10.
Voto 8,5


1,2) Tubescreamer

Altro pedale iconico, il Tubescreamer, è stato il pedale preferito da Stevie Ray Vaughan.
Questo overdrive, che di per se non esprime una grande distorsione, viene usato sopratutto come boost del canale krunc.
Suonato sul canale pulito da un tocco cattivo al nostro suono, simulando un po' un ampli le cui valvole sono state spinte al massimo (da li il nome Tubescreamer).
Voto10

1,3) MXR DLS overdrive.

Capolavoro dei pedali!!
Questo pedale signature di Zakk Wilde è una vera bomba sonora.
Benchè questo pedalle abbia in se una buona dose di distorsione per chiamarsi overdrive, viene usato da Wilde come boost del suo canale krunc e da un suono compresso ma che non tralascia l'attacco metallico delle corde.
In se come Overdrive è uno spettacolo, cremoso, corposo e ricco di armoniche.
Voto 10

                                                  2) Delay, Reverbero, alterazioni di tempo.


2,1) EVENTIDE Time Factor


Partiamo dal più caro (moooolto caro).
Eventide è la marca di effetti digitali più usato dai professionisti di tutto il mondo, inutile farvi i nomi perchè dall'epoca di Zappa ad ora tutti hanno un'Eventide nei propri rack effetti.
Con questo pedale si può avere qualsiasi riverbero si vuole, dalla simulazione di delay analogico a nastro al reverse che ripete il nostro segnale al contrario (cioe come se noi dicessimo "ciao" e il delay dicesse "oaic")
Voto 9 (10 se fosse meno caro)

2,2) MXR BLS Corus

Altro pedale signature di Zakk Wilde, altro capolavoro.
Dirò poco, splendido sul clean splendido sulle distorsioni.
Voto 10.

 2,3) Boss DD-3

Il classico digital delay della boss, strausato da tutti è il pedalino compatto migliore per le situazioni live e per gli assoli alla Gilmour.
Voto 9

                                                                     3) Wha Wha
 
3,1) Morlay Bad Horsie 2


Pedale Wha signature di Steve Vai (e questo dovrebbe già essere una garanzia) ha la particolarità di essere attivato da un otturatore ottico che evita il classico "clic" dell'attivazione del pedale.
Ha la possibilità di modificare il tipo di wha che desideriamo
Voto 9,5

3,2) Dunlop Cry Baby

Figlio del Vox è WhaWha più storico usato da tutti i più grandi intermpreti del rock come Slash o Satriani.
Pedale stupendo, facile e intuitivo ha un suono magnifico della storia!!.
Voto 10

3,3) Snarling Dogs (Vari Modelli)

Snarling Dogs è una marca che produce esclusivamente WhaWha è per me è la migliore marca per questo effetto.
Ha una moltitudine di Wha infinita da quelli più tradizionali a quelli ultra moderni settabili a piacimento.
Composti da dei colori bellissimi, impressiona il look accattivante che hanno con persino il dettaglio dell'accensione degli occhi del cane quando attiviamo il pedale e il logo fluorescente che brilla al buio.
Poi non parliamo della forma a piedone.
Voto 10 (a tutti i modelli)

Ecco qui la lista regalo più bella per un chitarrista, usate questi consigli è farete una gran figura con i vostri cari musicisti di casa.
Comprate da negozi e non online cosicchè qualsiasi problema vi verrà risolto senza fare spedizioni e rotture varie e fatevi consigliare dal commerciante a scegliere il pedale che più si adatta allo stile di chi beneficierà del regalo.
Buon Natale.

Firmato
Umby






giovedì 18 dicembre 2014

Il lusso delle Archtop: Monteleone il genio.

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Questo articolo lo vorrei dedicare all'ingenio e alla maestria italiana, dato che i tre personaggi di cui scriverò ne sono di origine anche se, come al solito grazie ad un altro paese, hanno dato lustro allo stivale e alla nostra creatività.
Ma partiamo dall'inizio.
A New York, negli anni 20/30, i chitarristi delle big band jazz iniziarono ad avere problemi nel farsi sentire tra tutti gli strumenti presenti in questo genere e quindi cercavano in tutti i modi di avere più volume senza tralasciare un bel suono jazzy.
In quegli anni un ragazzo nato a New York da una famiglia italiana, iniziò a costruire chitarre Archtop (chitarre acustiche con un ponte non fisso e di solito privo di rosa centrale) proseguendo le orme dei grandi costruttori di mandolini e strumenti a corda italiani.
In breve tempo divenne, per le sue capacità, il liutaio più conosciuto ed apprezzato in città.
Tutti quelli che avevano un pò di possibilità economica suonavano una D'Angelico e tutt'ora queste opere a sei corde sono conservate come reliquie della liuteria mondiale con valori monetari e collezionistici senza paragoni.

                                                     (D'Angelico costruita per Chet Atkins)
Nel 1952 D'Angelico prese come apprendista un giovane, anch'egli italo americano, di nome D'Acquisto.
La similitudine del cognome era già presagio di qualcosa di buono.
D'Acquisto non solo imparò perfettamente il mestiere del suo capo ma alla morte di D'Angelico fù lui che ereditò il titolo di "Maestro Liutaio", sfornando strumenti che entrarono nella leggenda e che lo consegnarono alla storia come uno dei migliori costruttori al mondo.

                                           (La New Yorker uno dei capolavori di D'Acquisto)

Ma ora veniamo a colui che viene definito "il Genio".
John Monteleone, anch'egli di origini italiane, è attualmente considerato il numero uno della liuteria mondiale e addiritura le sue opere sono esposte al Metropolitan Museum di New York accanto ai lavori di Stradivari.
Solo una stretta cerchia di musicisti e star (Elizabeth Taylor fu una di queste) si possono permettere una sua creazione.
Il livello di dettaglio e l'innovazione che hanno i suoi strumenti è incredibile, i top sfoggiano legni da fantascenza, le palette hanno intarsi pazzescamente rifiniti e il suono sembra venire dal canto angelico.
Una delle sue creazioni è in possesso di Mark Knopfler che, talmente ammaliato dalla sua chitarra, nel 2008 scrive una canzone intitolata appunto "Monteleone"
Monteleone, recentemente ha terminato quello che egli definisce il suo capolavoro, quattro chitarre che rappresentano le quattro stagioni dell'anno.
Queste quattro chitarre sono state suonate al Metropolitan Theatre nel 2011 da quattro muscisti selezionati apposta per l'evento.

                                                       (Monteleone "Four Seasons")


                                                         (Knopler con la sua Montelene)
                                                        (Particolare di una Monteleone)
Qual'è la morale?
Semplice, che invece di inventarci (parlo di noi Italiani), ingenieri, esperti di finanza o imprenditoroni di tutto e niente, dovremmo riscoprire ciò in cui siamo veramete bravi, le arti.
Gli italiani sono conosciuti per queste cose! Invece di insegnare ai nostri figli la politica, dovremmo insegnarli ad usare le mani come facevano i nostri avi, creare qualcosa dal legno, dal marmo e smetterla di stare dietro a degli schermi per vedere se la borsa sale o scende, noi siamo un popolo con una vena d'arte nel sangue, quindi, facciamo quello che sappiamo fare e torneremo a risplendere.

P.s. Noi siamo i figli dei figli dei figli di Michelangelo, Raffaello, Piffetti, Leonardo, Canova, Stradivari non di Steve Jobs.

Firmato.
Umby

mercoledì 17 dicembre 2014

Kisekae: alternativa a Photoshop per creare la nostra "Dream Guitar"

E' da un paio di anni ormai che se mi viene in mente di modificare l'aspetto di una mia chitarra, prima di fare degli errori, mi rivolgo a un bellissimo sito dove, tramite un bellissimo programma chiamato Kisekae, si possono modificare in tutte le maniere vari modelli classici.
Un po' di storia.
Il Kisekae nasce in Jappone e all'inizio veniva veniva utilizzato per la moda femminile, ovvero sullo scermo si aveva una ragazza in bikini e, con pochi semplici click, la si poteva vestire e truccare con una infinità di modelli d'abbigliamento.
 
                                                              (KIsekae originale)
Non è passato molto che questo programmino si evolvesse in tutti i campi della modellistica.
Anche nella chitarra, all'inizio con versioni base non molto belle, il Kisekae si è evoluto diventando una macchina di modifica perfetta.
Si può fare tutto, da cambiare ogni sorta di pickup, legno, manico, paletta, meccaniche, finish del body e tipo di legno.
Ma la cosa più bella è il comando D.I.Y. che permette di incollare al corpo della chitarra una qualsiasi immagine che possiamo reperire da internet.
Vi faccio alcuni esempi di possibilità.



                                                                  (Layout principale)

Questi sono solo piccoli esempi di quello che si può fare, davvero le variabili sono infinite.
Vi lascio il link del sito che secondo me ha più varietà di modelli da modificare: http://www.yajimastringworks.com/tct/yswtct-kisekae-e.asp.
Oppure per trovare il sito basta andare su Google e scrivere "T.C.T. Kisekae".
Presto meterò online le mie creazioni e mi aspetto che mi facciate vedere le vostre.

Firmato.
Umby

lunedì 15 dicembre 2014

Chibson: contraffazioni dal lontano oriente.

Visita anche il canale youtube: http://www.youtube.com/user/Maleditionchannel

Ultimamente, alcuni youtubers specializzati in review di chitarre, si sono concentrati nel mostrare strumenti contraffatti, chi elogiandoli per le loro aprossimazioni alle originali, chi evidenziandone i limiti costruttivi.
Se si cerca bene in internet, al limite dell'illegalitá, si possono trovare diversi siti che vendono strumenti contraffatti ad un prezzo davvero fantascentifico.
Le foto esposte sono bellissime e a volte ritraggono il modello originale e non l'effettivo acquisto che andremo a fare.
La marca piú falsificata é la Gibson, in quanto Fender è si piú facile da realizzare ma proprio per la sua semplicitá é la piú difficile da riprodurre efficacemente.
E allora come fare a distinguere una Gibson da una Chibson?
Premettendo che di copie in giro ce ne sono tantissime e di diverso livello di contraffazione, una vera e propria bibbia non esiste, altresí però ci sono aspetti dell'originale difficilmente replicabili per chi non ha un certo grado di esperienza e tecnologia.

1) Il logo

In questa immagine possiamo vedere il logo di Gibson contraffatta.
Come si può apprezzare dalla foto ci sono evidenti differenze con l'originale, da distante e senza farci caso potremmo anche non accorgerci però facendo attenzione, l'unione della O con la N è palesemente malfatta.
Oltretutto le lettere che compongono il logo non sono ben dritte.

2) Trussroad cavity.

Mio Diooooo!!
Bè qui mi sembra che non ci sia molto da dire.
Quasi tutte le contraffazioni sono facilmente individuate svitando il comerchietto del trussroad, potremmo vedere la poca cura dei particolari.
Il motto cinese è "se non vedi è tutto a posto".

3) Binding

Il binding delle chitarre Gibson è una linea continua che arrivando alla paletta si assottiglia bordandone il contorno.
Nel caso dei falsi si vede un'angolo tra il primo tasto e l'unione nella paletta.


4) Paletta

La paletta della Gibson è un blocco centrale di mogano a cui si applicano due alette laterali a formarne i lati.
Tutte le variazioni di questo metodo costruttivo sono falsi.
In questo caso si vede che questa paletta è un pezzo unico incollato al manico, oltretutto in questo caso con due legni con nervature diverse.

5) Binding 2 il ritorno

Il binding delle Gibson sale sopra l'inizio dei tasti per dare un tatto privo di imperfezioni e perchè le corde non si incastrino sotto i fret, quello delle Chibson se tutto va bene è solo colorato di bianco per dare, anche qui, solo un'immagine di falsa originalità.


Tutte queste differenze sono solo l'inzio, perchè se poi apriamo i pickups le cose si fanno chiare, il livello di cura degli interni è decisamente pessimo.
I potenziometri sono di infima qualità e nei casi peggiori il ponte è costruito con un metallo poco denso che tende a deformarsi con la tensione delle corde.
Il corpo di una Les Paul è un'unico pezzo di mogano, nelle chibson è facile riscontrare due o più pezzi incollati a formare il fondo.
Sebbene nelle migliori copie il top può essere effettivamente in acero (anche fiammato), in alcune copie si inserisce, su un top di qualsiasi legno, una foto di acero fiammato che verrà poi laccata dando l'impressione di avere un flamed top.

Non parlero neanche dei pickups e del settaggio del manico per non vomitare .

Riassumendo:
Se volete una Gibson e sentire il mito americano sotto le vostre dita, il mio consiglio e di risparmiare è comprare l'articolo originale e non sprecare i propri, se pur pochi, soldi in un'oggetto privo sia di valore storico sia di qualità sonora.
Per mettere in condizione di minima competitività una copia sarà necessario spendere molto denaro e tempo per poi avere comunque qualcosa di non originale.
La Gibson lavora con gente iper specializzata che ha in mano le specifiche che rendono la nostra chitarra perfetta come Les Paul aveva immaginato, se si acquista un prodotto contraffatto fa un danno alla marca che si ama e a se stessi in quanto il suono che verrà fuori sarà poco al pari di quanto avete speso.

P.S. attenti agli acquisti on-line!! Analizzate le fotografie dell'oggetto in relazione ai dettagli che vi ho fornito al fine di non pagare una Chibson da 300 euro come una Gibson da 2000.
(Le cose belle si pagano!!).

Firmato.
Umby