sabato 13 maggio 2017

Recensione: Ibanez RG350ZB

(Clicca sul video)

Oggi Guitarshop (www.guitarshop.it) presenta con noi la Ibanaz RG350ZB della linea RG del 2017.
Nonostante appunto sia un modello nuovo presentato quest'anno, la RG350, mantiene le caratteristiche principali di successo della line apportando miglioramenti a vantaggio del chitarrista moderno.
Questa chitarra votata al Rock, presenta un corpo in mogano, manico in acero, tastiera in palissandro, come da tradizione ma il vero cambio è nell'elettronica.
I pickups sono i nuovi QM-6, humbukers dal suono potente, preciso e ricco di medie che fanno sentire bene l'attacco adatto ai plettratori.
Il Floyd Rose è preciso e ritorna perfettamente in posizione, conta anche il nuovo sistema Zero-Point che permette , tramite una rotella sul retro, di aggiustare la tensione delle molle con precisione senza dover smontare l'intera placca retrostante.
Questo sistema permette di poter cambiare la scalatura delle corde più facilmente, bilanciando la tensione più velocemente e rendendo il cambio corde meno problematico.
Lo Zero-Point è anche ottimo per chi droppa le accordature.
Questo brevetto è un vero passo avanti per risolvere i problemi tipici di un Floyd convenzionale senza eliminare le caratteristiche "flottanti" dell attrezzo.
Consiglio questa chitarra a tutti non solo agli amanti del 80's Rock ma anche ai Rock bluesman e a chi fa Classic Rock.
L'Ibanez 350ZB sorprende per quanto sia versatile e piacevole da suonare, un manico così scorrevole solo Ibanez ce lo può dare.
Il mio voto non può che essere alto, quindi gli darò un bell'8.5 convinto che più andremo avanti, più Ibanez riuscirà a stupirci ancora.

Link per l'acquisto: http://www.guitarshop.it/ibanez-rg350zb.html

Firmato.
Umby

martedì 9 maggio 2017

Intervista e factory tour Ferrarotti.


Mesi fa, ho recensito e provato le due chitarre di punta delle linee prodotte da Ferrarotti.
Dallo stupore che ho provato nel suonare questi due pezzi di liuteria italiana, ho contattato la ditta Ferrarotti per poter intervistare Roberto (l'attuale titolare) e fare il giro della fabbrica dova la magia dell'ultimo guitar builder italiano.
Roberto, ci riceve con allegria e disponibilità nello studio dove in esposizione si trovano i principali modelli da loro creati, stampe che ci fanno fare un viaggio nel tempo e attestati che certificano la qualità del loro lavoro.
Al fianco di Roberto, il padre Luigi ci fa percepire l'autorevolezza di una stirpe che sa quello che fa e che con il suo lavoro ha dato all'Italia l'immagine creativa che ci fa onore.
Come potete apprezzare nel video l'intervista a Roberto scorre rilassata e divertente, toccando anche temi complicati come la competizione con i mercati asiatici.
Parla di legni, forme, colore, con la luce negli occhi di chi ha la passione di chi crea una voce un simbolo.
Oltre alle chiacchiere, Ferrarotti, ha voluto regalarci una mattinata didattica illustrandoci i principali macchinari (da loro creati) per la loro produzione, facendocene vedere il funzionamento.
Passati in rassegna di tutti i procedimenti, ho potuto ammirare uno degli strumenti su cui i miei occhi si siano posati, una Ferrarotti del 1936 creata appositamente per festeggiare la nascita del signor Luigi padre di Roberto.


Manico, fondo, e fasce con l'acero più fiammato e tridimensionale che abbia mai visto, tastiera in ebano lucido, un top di abete della val di fiemme e un suono enorme arricchito dal riverbero naturale della stanza....da brivido.
Prima di salutarci abbiamo fatto alcune foto di rito con Roberto e le sue creazioni, fieri di aver contribuito ad una piccola pagina in questa storia centenaria di eccellenza!
Grazie famiglia Ferrarotti.
Firmato.
Umby

lunedì 1 maggio 2017

Legni rari e dove trovarli.

(Clicca sul video)

Quando si parla di chitarre uno dei grandi dibattiti sono i legni.
Per quanto noi si ami questo strumento, dobbiamo anche renderci conto che il materiale di cui è fatto non è inesauribile.
La cosa è davvero preoccupante è che non tutti i tipi di legno vanno bene per produrre uno strumento timbricamente convincente.
Più la produzione è elevata più si usano legni pregiati, alcuni di essi, sono in grave pericolo di estinzione.
I legni più utilizzati sono l'ebano, il palissandro, l'acero, l'abete, il sapele e la koa.

I legni che non hanno grossi problemi di fornitura, sono quelli che crescono ovunque e non in una particolare zona o paese, in questa categoria si trovano l'acero e l'abete comune.
L'abete rosso, il miglior legno per i top di quasi tutti gli strumenti a corda, è un'altro discorso.
Il miglior abete rosso si trova in Italia e precisamente nella Val di Fiemme, i migliori liutai italiani (Stradivari, Guarnieri) lo sapevano già e ne fecero materiale pregiato per i loro strumenti.
Lo speciale clima del luogo, rende gli alberi i migliori abeti sonori del mondo.
La seconda qualità di abete rosso la si può trovare in Alaska, non è in estinzione ma la raccolta di massa di questo legno sta preoccupando gli ambientalisti.

Ben diverso è il destino dell'ebano.
L'ebano americano è praticamente estinto e siccome è un legno duro è perfetto per la costruzione di tastiere, le marche produttrici si sono spostate in Madagascar.
Passati venticinque anni la presenza di ebano nel paese fu decimata costringendo le autorità locali a chiuderne il commercio....legale.
Ora l'unico paese ad esportare l'ebano e il Camerun.
Anche qui le cose non vanno meglio.
Per ogni pianta d'ebano che da legno nero ce ne sono 23 imperfette con venature marroni, per capire quale è quello.buono da quello "imperfetto" bisogna comunque abbattere l'albero.
Vi lascio immaginare il danno ambientale.
Taylor guitars, che il possessore del 75% dei "giacimenti" d'ebano, essendo sensibili all'argomento natura, hanno deciso di creare strumenti da ogni albero anche se presenta differenze cromatiche (unica differenza con quello nero).

Per quanto riguarda la Koa di qualità, vi dico solo che si può trovare alle Hawaii e cresce sopra i 500 metri dal livello del mare.
Immaginate quante piante possono avere queste caratteristiche.
La seconda qualità di questo legno si trova in Sudafrica, ma non è di qualità come l'Hawaiano.

I grandi colossi cinesi comprano quantità di legna e disboscano ettari e ettari di foresta lasciando scarti di materiale inutilizzato.

La situazione è grave ma non irreversibile, con un uso più responsabile e piani di di rinfoltimento vegetale.si potrebbero fare grandi cose.

Firmato.
Umby

mercoledì 26 aprile 2017

Peace Inside: prove tecniche di live!

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Dover riproporre in una situazione live un pezzo che si è registrato mesi prima, può essere un vero problema.

Prima di tutto, sicuramente al momento della registrazione avremmo tagliato il pezzo in varie take in modo da renderlo perfetto per l'ascolto e quindi ci vorranno un po di ore di pratica per riuscire a dominarlo nella sua intierezza.

Seconda cosa, trovare il suono giusto perché, dopo la post produzione dove il pezzo è stato mixato ed equalizzato, non sarà facile avere la stessa resa sonora.

Da non dimenticare anche il fattore memoria!
Ricordatevi di fare un mix alla base di ogni vostro pezzo solista cosicché, possiate esercitarvici sopra, sembra una cosa stupida ma poi mi ringrazierete quando sarete li sul palco!!

Firmato.
Umby

giovedì 20 aprile 2017

Ferrarotti UnoEnne e DueBis

                                                                     (clicca sul video)

In questi momenti di crisi economica profonda, quasi tutti i marchi italiani sono stati divorati dai colossi cinesi come EKO oppure hanno avuto una più ben triste sorte come la Laiolo.
Vorrei ricordare a tutti che l'Italia è la patria dei più grandi liutai della storia (Stradivari, Guarnieri ecc..) e che la costruzione di chitarre nel nostro paese è ben precedente a tutti gli altri paesi che si blasonano tanto oggigiorno.
L'unica firma conosciuta mondialmente rimasta a baluardo dell'italianità è Ferrarotti!
Oggi grazie a Guitar Shop (www.guitarshop.it), abbiamo in demo due chitarre, la Unoenne e la Duebis.

UnoEnne


La UnoEnne è una chitarra per principianti, con la cassa lievemente ridotta a misura di ragazzo, per chi vuole imparare i primi rudimenti chitarristici.
Suona molto bene sopratutto in virtù di un prezzo di vendita di 85 Euro da Guitar Shop.
Bella risposta di bassi, una buona tenuta dell'accordatura e sopratutto curata nei dettagli.
Voto 7.00








DueBis 




La DueBis è sempre una chitarra per studenti ma, qui abbiamo una qualità superiore a cominciare dalla tastiera allargata in Palissandro e il top in Abete Douglas che conferiscono allo strumento una risposta di medie e basse importanti.
La DueBis suona di qualità, facile sotto le dita, risponde in maniera decisa con un volume eccellente che sfida anche strumenti dal più alto valore monetario.
Lo strumento da Guitar Shop è in vendita a 135 Euro! Come avrete sentito nel video ne vale proprio la pena
Voto 8.5

In questo mercato pieno di prodotti approssimati e di scarsa qualità, Ferrarotti si staglia per la sua professionalità e i suoi materiali, dando all'acquirente quel qualcosa in più che solo l'estro italiano può dare.
Se siete indecisi su cosa comprare vi sconsiglio fortemente il mercato cinese che, in questo caso, non regge minimamente il confronto con queste due chitarre con solo poi una minima differenza monetaria.
Non mi resta che dire complimenti Roberto Ferrarotti!!!

Firmato.
Umby

martedì 18 aprile 2017

Perchè comprare una 7 corde?

(Clicca sul video)
Noi chitarristi, pur di comprarci una chitarra nuova, sapremmo inventarci le più assurde scuse; a volte però la necessita di un particolare sound ci porta a dover prendere uno strumento in base alle necessità.
Proprio una necessità mi fece comprare una 7 corde e devo dire che d'allora l'ho utilizzata in numerose registrazioni.
Un mio amico jazzista voleva fare un progetto, un duo di chitarre, una solista e l'altra che lo accompagnasse ritmicamente.
Mancando il basso però mi chiese cosa potessimo fare e l'unica idea per coprire il tipo di musica del mio amico era provare con una sette corde appunto.
Per quanti penseranno che sia una cosa pazza usare uno strumento così nel Jazz, ricordo che è proprio in questo genere che le prime sette corde si sono viste negli anni 50' e che solo con l'avvento del Nu Metal sono state popolarizzate con una montagna di distorsione.
Dopo tante ricerche comprai una IBANEZ 7321 a ponte fisso nera ma, siccome odio il boring black (come gli americani chiamano il nero sulle chitarre) ho apportato pronte modifiche.

Il body verniciato di argento metallizzato, ho cambiato i pickups con dei V77 e V78 (i miei pickups preferiti V7 e V8 a versione sette corde), eliminato il circuito del tono e aggiunto uno split coil sotto il volume.
Questa chitarra sia nel progetto che dopo, mi ha dato soddisfazioni immense facendomi scoprire un mondo nuovo sia sonoro che di ditteggiature.
E quindi in base alla mia esperienza vi do 5 ragioni per cui e bene comprare una sette corde.



1) Come dice Malmsteen "+ non può essere -"

2) Aggiungerà possibilità creative nel vostro playnìng

3) Aggiungerà possibilità di accordi con bassi alternativi e profondi

4) Nelle registrazioni donerà una profondità notevole al mix

5) E' una chitarra in più....che male fa??

Quindi il mio consiglio riassumendo è di fare almeno un pensiero all'acquisto di una sette corde, se ha funzionato per i Korn perchè non dovrebbe funzionare per voi?

Firmato.
Umby

mercoledì 12 aprile 2017

Recensione: Ibanez PF1512

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Anche in ristrettezze economiche, non riesco a non concedermi ogni tanto un acquisto fugace.
Siccome è nelle mie intenzioni incidere un disco in acustico, ho pensato che non sarebbe stato male avere nella mia scuderia una 12 corde.
Attirato da prezzo e scettico per la stessa ragione dell'attrazione, ho deciso di provare la Ibanez PF1512.


Questa chitarra dal corpo, manico e fasce in mogano e dal top in acero, mi ha folgorato.
Il suono è ricchissimo di medie/alte armoniche (tipico delle dreadnought) e forse manca di una spinta di bassi ma, stiamo parlando di una 12 corde dove per norma, le corde basse vengono doppiate dall'ottava alta.
Le meccaniche sono precisissime e affidabili, il manico è certamente più grande di una sei corde ma non mi ha dato l'impressione di avere un tronco di pino nelle mani come in prodotti similari di altre marche.
I manici sono sempre stati il punto forte di Ibanez da sempre
Una delle cose che mi piace di più di questa chitarra è l'inlay sulla paletta che sembra una ala ma che se la guardiamo bene non è che l'unione delle lettere P e F (Ibanez PF).
È veramente un piacere suonare questa chitarra, a dispetto della sua provenienza asiatica suona e si presenta lussuosa.
Il mio voto è tra i più alti che ho mai dato su questo blog.
VOTO 9,5

Firmato.
Umby