Girando come tante volte faccio online, ho trovato in vendita alla modica cifra di 1700 euro questa rarissima bellezza made in Japan di Ibanez.
Non ci scriverò nessun articolo, era solo per farvi notare quanto i liutai giapponesi sappiano lavorare, al pari di quelli americani.
Vi lascio le foto e il link da dove di può acquistare.
Solo a me la paletta fa impazzire?
http://www.ebay.com/itm/70s-Ibanez-Custom-Agent-2405-les-paul-guitar-WOW-Very-Rare-/262265099114?hash=item3d1037d36a
sabato 30 gennaio 2016
martedì 26 gennaio 2016
Winter NAMM: Wylde Audio......dobbiamo aspettare.
Uno dei più grandi misteri dello star sistem chitarristico degli ultimi dieci anni è stato il seguente: perchè Zakk Wylde ha abbandonato tutti i suoi endorsment per aprire una fabbrica tutta sua?
Bisogna anche dire che tutti i prodotti che negli anni ha tirato fuori dal cilindro con le migliori marche esistenti, hanno avuto un successo planetario per la loro grande qualità.
Quindi visto questo successo perchè mollare tutto?
Va detto che, come dice lui, alla sua età è bene intraprendere qualcosa di proprio e "smetterla di servire Humburgher al Mcdonald's".
Dopo alcuni video apparsi su internet nel 2015 (alcuni con discutibile audio), il winter NAMM di quest'anno è stato scelto da Wylde per il lancio del suo prodotto.
Zakk si è messo nelle mani di Shecter come partner per la costruzione delle sue chitarre e quindi non è che sia proprio uscito dagli endorsement.
Tutti emozionati dunque si sono diretti quasi istintivamente allo stand di Shecter e alla divisione Wylde Audio.
Effettivamente lo stand c'è, e le chitarre anche, ma con dei bei cartelli che ci avvertono che la collezione sara disponibile a Marzo (per alcuni pezzi) o Aprile.
Quindi per adesso possiamo sostanzialmente ammirare tre modelli:
1) Viking
Praticamente una Flying V con ina paletta appuntita tipo calamaro (E' L'UNICA SIMILITUDINE CHE MI è VENUTA MA VEDRETE CHE QUANDO LA SI OSSERVA è L'UNICA COSA CHE VI RIMARRà IN TESTA).
2) Warhammer
Una specie di Flying V con due corna tipo SG (un'orrore visto già fatto dalla Gibson per lui).
3) Barbarian
Una Specie di Les Paul con la spalla mancante inferiore ondulata è una piccola puntina sotto la pancia del body.
(Lascio foto per meglio spiegare).
Fondamentalmente non c'è nulla di male nel volere avviare una compagnia con il proprio nome, ma accettare un pò le critiche e tornare alla revisione di alcuni modelli sarebbe ancora meglio.
Infatti Wylde nonostante le pesanti critiche ricevute nei primi video postati su youtube l'anno scorso non ha sostanzialmente cambiato nulla alla linea.
La nota positiva è che tutte le chitarre di Wylde audio hanno installati componenti di ottima qualità tra cui EMG pickups, Floyd orignali , fret stainless steele e che quindi magari non è sono tutta sta meraviglia da vedere ma almeno il suono sarà all'altezza di un nome come Zakk Wylde.
Chiudo con una domanda per voi lettori: Ma non era una meraviglia la Gibson Les Paul Bullseye?
Firmato
Umby.
Bisogna anche dire che tutti i prodotti che negli anni ha tirato fuori dal cilindro con le migliori marche esistenti, hanno avuto un successo planetario per la loro grande qualità.
Quindi visto questo successo perchè mollare tutto?
Va detto che, come dice lui, alla sua età è bene intraprendere qualcosa di proprio e "smetterla di servire Humburgher al Mcdonald's".
Dopo alcuni video apparsi su internet nel 2015 (alcuni con discutibile audio), il winter NAMM di quest'anno è stato scelto da Wylde per il lancio del suo prodotto.
Zakk si è messo nelle mani di Shecter come partner per la costruzione delle sue chitarre e quindi non è che sia proprio uscito dagli endorsement.
Tutti emozionati dunque si sono diretti quasi istintivamente allo stand di Shecter e alla divisione Wylde Audio.Effettivamente lo stand c'è, e le chitarre anche, ma con dei bei cartelli che ci avvertono che la collezione sara disponibile a Marzo (per alcuni pezzi) o Aprile.
Quindi per adesso possiamo sostanzialmente ammirare tre modelli:
1) Viking
Praticamente una Flying V con ina paletta appuntita tipo calamaro (E' L'UNICA SIMILITUDINE CHE MI è VENUTA MA VEDRETE CHE QUANDO LA SI OSSERVA è L'UNICA COSA CHE VI RIMARRà IN TESTA).
2) Warhammer
Una specie di Flying V con due corna tipo SG (un'orrore visto già fatto dalla Gibson per lui).
3) Barbarian
Una Specie di Les Paul con la spalla mancante inferiore ondulata è una piccola puntina sotto la pancia del body.
(Lascio foto per meglio spiegare).
Fondamentalmente non c'è nulla di male nel volere avviare una compagnia con il proprio nome, ma accettare un pò le critiche e tornare alla revisione di alcuni modelli sarebbe ancora meglio.
Infatti Wylde nonostante le pesanti critiche ricevute nei primi video postati su youtube l'anno scorso non ha sostanzialmente cambiato nulla alla linea.
La nota positiva è che tutte le chitarre di Wylde audio hanno installati componenti di ottima qualità tra cui EMG pickups, Floyd orignali , fret stainless steele e che quindi magari non è sono tutta sta meraviglia da vedere ma almeno il suono sarà all'altezza di un nome come Zakk Wylde.
Chiudo con una domanda per voi lettori: Ma non era una meraviglia la Gibson Les Paul Bullseye?
Firmato
Umby.
sabato 16 gennaio 2016
Recensione: Hotone Purple Wind
Come promesso la scorsa settimana continuerò a recensire i mini ampli Hotone e questa settimana tocca al Purple Wind.
Partendo dal presupposto che le specifiche fisiche dell'oggetto sono sempre uguali per tutti i mini Hotone (quindi vi consiglio di rileggre il precedente articolo se non lo avete fatto) il Purple Wind ha una bellissima colorazione porpora metallizzato.
Questa piccola testata è stata creata per simulare il suono di un Marshall Plexy Super Lead, più o meno quello che avrebbe utilizzato Hendrix.
Ho già detto che in cuffia, se non si utilizza un reverb nel apposito send/return, questi ampli possono risultare un pò piatti e tendenzialmente se si tiene il gain basso tutti troppo simili.
Le cose cambiano quando attaccati a casse serie.
Unita alla cassa 2X12 chiusa Brunetti e mettendo tutti i potenziometri alle 12 in punto (Tutto a 5 per internderci), possiamo apprezzare una simulazione di un crunch Marshall a pieno titolo.
Abbassando il gain e alzando i bassi a 7 possiamo raggiungere suoni alla "Little Wing" o comunque dei pregevoli clean, sempre un pò tanto compressi a mio avviso ma molto dipenda anche dai transistor.
Devo dire che preferisco una chitarra equipaggiata con single coil che con humbuckers, forse perche la bobina singola (soprattutto al manico) gli dà una nasalità originale.
Trovo che dinuovo, come visto per il precedente British Invasion per ottenere il suono migliore e più fedele all'originale bisogna settarlo così Bassi 7,5, Middle 6,
Treble 6, Gain 8,5, Volume 5.
Poi ovviamente è personale ma avendo avuto l'opportunita negli anni di suonare con un Super Lead vi dico che in quel modo ci si approssima molto.
Alzando il Gain passiamo da un crunch ruggente a una distorsione molto elevata, forse troppo se si vuole emulare un Super Lead, ma che di certo rientra nei gusti della maggior parte di noi che amano sia il blues rock che l' Heavy Metal.
La simulazione Marshall c'è ed è buona anche se devo dire che in commercio ci sono dei software che lo fanno meglio (Guitar Rig, Bias ecc..) però la comodità di poterlo portare in sala dentro la custodia della chitarra è veramente notevole.
Lo raccomando a chi ama i suoni tipo AC/DC più che per chi fa cover di Hendrix inquanto manca del calore valvorare necessario.
Devo ammettere di essere stato più sorpreso del precedente British Invasion, ma comunque per la sua praticità e semplicità mi sento di consigliarlo.
Firmato
Umby.
Partendo dal presupposto che le specifiche fisiche dell'oggetto sono sempre uguali per tutti i mini Hotone (quindi vi consiglio di rileggre il precedente articolo se non lo avete fatto) il Purple Wind ha una bellissima colorazione porpora metallizzato.
Questa piccola testata è stata creata per simulare il suono di un Marshall Plexy Super Lead, più o meno quello che avrebbe utilizzato Hendrix.
Ho già detto che in cuffia, se non si utilizza un reverb nel apposito send/return, questi ampli possono risultare un pò piatti e tendenzialmente se si tiene il gain basso tutti troppo simili.
Le cose cambiano quando attaccati a casse serie.
Unita alla cassa 2X12 chiusa Brunetti e mettendo tutti i potenziometri alle 12 in punto (Tutto a 5 per internderci), possiamo apprezzare una simulazione di un crunch Marshall a pieno titolo.
Abbassando il gain e alzando i bassi a 7 possiamo raggiungere suoni alla "Little Wing" o comunque dei pregevoli clean, sempre un pò tanto compressi a mio avviso ma molto dipenda anche dai transistor.
Devo dire che preferisco una chitarra equipaggiata con single coil che con humbuckers, forse perche la bobina singola (soprattutto al manico) gli dà una nasalità originale.
Trovo che dinuovo, come visto per il precedente British Invasion per ottenere il suono migliore e più fedele all'originale bisogna settarlo così Bassi 7,5, Middle 6,
Treble 6, Gain 8,5, Volume 5.
Poi ovviamente è personale ma avendo avuto l'opportunita negli anni di suonare con un Super Lead vi dico che in quel modo ci si approssima molto.
Alzando il Gain passiamo da un crunch ruggente a una distorsione molto elevata, forse troppo se si vuole emulare un Super Lead, ma che di certo rientra nei gusti della maggior parte di noi che amano sia il blues rock che l' Heavy Metal.
La simulazione Marshall c'è ed è buona anche se devo dire che in commercio ci sono dei software che lo fanno meglio (Guitar Rig, Bias ecc..) però la comodità di poterlo portare in sala dentro la custodia della chitarra è veramente notevole.
Lo raccomando a chi ama i suoni tipo AC/DC più che per chi fa cover di Hendrix inquanto manca del calore valvorare necessario.
Devo ammettere di essere stato più sorpreso del precedente British Invasion, ma comunque per la sua praticità e semplicità mi sento di consigliarlo.
Firmato
Umby.
sabato 9 gennaio 2016
Recensione: Hotone British Invasion Head.
Finite le vacanze Natalizie, dove come al solito invece di riposare ho lavorato il doppio del normale, mi concedo un bel post e cosa recensire? Sicuramente qualcosa a portata di borsellino e di qualità eccellente!
Nella giornata di ieri, il mio caro (e talentuoso) allievo Mattia, mi ha portato a vedere un nuovo "giocattolo" appena acquistato .
Ho visto la luce nei suoi occhi e stupito di come mi parlava della minuscola testata che teneva tra le mani mi sono detto, questo è il momento per un bel crush test!!
Di cosa si tratta?
Si tratta della mini testata HOTONE British Invasion (simula il Vox AC30).
La testata è minuscola ed ha nelle sue ridotte dimensioni parecchie caratteristiche delle sue sorelle di maggiori dimensioni.
I'ampli è interamete solid state (transistor), e oltre il classico frontale con i soliti EQ (bass, middle, treble), abbiamo gain e volume.
Sul retro sono presenti due ingressi Jack per il send e return, per poter metter effetti come reverb e delay, un'ingresso jack mini per le cuffie e un'altro per mettere in linea un telefono o un'ipod.
Direi di passare alla prova su strada.
La prima cosa che abbiamo fatto è stata provare la testata con la mia fedele Belzebù (una Rg 550 con split coil) diretta in cuffie.
Cuffie di bassissima qualità (Fatto apposta per sentire il risultato), già così sono rimasto piacevolmente colpito, ma quando abbiamo collegato la mia 2X12 Brunetti che le cose si sono fatte piccanti.
Il carattere tipo Vox è presentissimo e l'EQ è veramente influente sul suono.
I puliti sono veramente ben definiti con forse un pelo di attacco in più di un AC30, diciamo che comprime un pò il suono.
Provati ritmi tipo Beatles iniziamo ad alzare il Gain e i bassi (devo dire che suona molto bene mettendo i bassi a 7, 7,5 per dare profondità).
Pur essendo un ampli a transistor, la simulazione del calore delle valvole è perfetta e anche visivamente grazie ad una luce arancione dentro lo chassis che ci da l'idea di una valvola che prende fuoco.
Devo dire che lavorare sui controlli mi ha portato in territori che spaziano dal clean assoluto ad un chrunc addirittura superiore al normale To Boost dell'AC30, il chè non guasta affatto.
Il Volume è pazzesco! Nonostante sia una testata 5 Watt collegata al Brunetti 16 Ohm ho dovuto abbassare il volume a 5 per non far vibrare i vetri della finestra soprastante.
Il miglior settaggio dell gain inaspettatamente però non è 10, perche al massimo perde un filo di definizione, quindi un 9 non cambia i risultati in termini di sustain ma ne definisce meglio i contorni sonori.
Altamente sorpreso de questa piccola meraviglia ho deciso di recensire tutti i modelli che HOTONE ha in produzione, che attualmente oltre a quello qui recensito, presenta anche una simulazione della testata Marschall 1960, Mesa Boogie Rectrifier e un High Gain per il metal più duro e puro.
Firmato
Umby.
Nella giornata di ieri, il mio caro (e talentuoso) allievo Mattia, mi ha portato a vedere un nuovo "giocattolo" appena acquistato .
Ho visto la luce nei suoi occhi e stupito di come mi parlava della minuscola testata che teneva tra le mani mi sono detto, questo è il momento per un bel crush test!!
Di cosa si tratta?
Si tratta della mini testata HOTONE British Invasion (simula il Vox AC30).
La testata è minuscola ed ha nelle sue ridotte dimensioni parecchie caratteristiche delle sue sorelle di maggiori dimensioni.
I'ampli è interamete solid state (transistor), e oltre il classico frontale con i soliti EQ (bass, middle, treble), abbiamo gain e volume.
Sul retro sono presenti due ingressi Jack per il send e return, per poter metter effetti come reverb e delay, un'ingresso jack mini per le cuffie e un'altro per mettere in linea un telefono o un'ipod.
Direi di passare alla prova su strada.
La prima cosa che abbiamo fatto è stata provare la testata con la mia fedele Belzebù (una Rg 550 con split coil) diretta in cuffie.
Cuffie di bassissima qualità (Fatto apposta per sentire il risultato), già così sono rimasto piacevolmente colpito, ma quando abbiamo collegato la mia 2X12 Brunetti che le cose si sono fatte piccanti.
Il carattere tipo Vox è presentissimo e l'EQ è veramente influente sul suono.
I puliti sono veramente ben definiti con forse un pelo di attacco in più di un AC30, diciamo che comprime un pò il suono.
Provati ritmi tipo Beatles iniziamo ad alzare il Gain e i bassi (devo dire che suona molto bene mettendo i bassi a 7, 7,5 per dare profondità).
Pur essendo un ampli a transistor, la simulazione del calore delle valvole è perfetta e anche visivamente grazie ad una luce arancione dentro lo chassis che ci da l'idea di una valvola che prende fuoco.
Devo dire che lavorare sui controlli mi ha portato in territori che spaziano dal clean assoluto ad un chrunc addirittura superiore al normale To Boost dell'AC30, il chè non guasta affatto.
Il Volume è pazzesco! Nonostante sia una testata 5 Watt collegata al Brunetti 16 Ohm ho dovuto abbassare il volume a 5 per non far vibrare i vetri della finestra soprastante.
Il miglior settaggio dell gain inaspettatamente però non è 10, perche al massimo perde un filo di definizione, quindi un 9 non cambia i risultati in termini di sustain ma ne definisce meglio i contorni sonori.
Altamente sorpreso de questa piccola meraviglia ho deciso di recensire tutti i modelli che HOTONE ha in produzione, che attualmente oltre a quello qui recensito, presenta anche una simulazione della testata Marschall 1960, Mesa Boogie Rectrifier e un High Gain per il metal più duro e puro.
Firmato
Umby.
sabato 12 dicembre 2015
I miei 5 album preferiti.
Scusate sempre i ritardo con cui, in alcune settimane, faccio uscire un nuovo post ma, avendo un negozio sotto le festività diventa sempre più difficile scrivere un'articolo.
Il post di oggi è un po' personale ma potrebbe risultare anche un buon consiglio per gli acquisti natalizi, in caso voleste regalare un album.
Partendo dal presupposto che in uscita ci sono un sacco di nuovi titoli interessanti, ma di questo parlerò in un'altro articolo, oggi vediamo quelli che secondo me sono album imprescindibili per chi si avvicina alla chitarra.
Sò che ognuno di noi ha i propri gusti e quindi se volete commentare con una lista vostra sotto il post sarei felicissimo di leggerla.
5) A MOMENTARY LAPSE OF REASON (Pink Floyd)
Primo album dopo l'abbandono ri Roger Waters ho messo questo album (non amatissimo dai puristi dei Pink Floyd) per la qualità della registrazione e del mixaggio.
Se ascoltato su cuffie di qualità o da cuffie da 2 euro questo album è spettacolare, sembra di essere entrati in un'altro mondo che ci racconta una storia dall'inizio alla fine.
Consigliatissimo.
4) SURFING WITH THE ALIEN (Joe Satriani)
Album che ha segnato la storia del rock strumentale avviando l'uso modale e l'abuso della leva "Surfing With The Alien" è una pietra miliare della musica.
La diversità delle tracce insieme alla title track storica e tutt'ora suonata da miglioni di appassionati fanno di questo album uno dei più ascoltati dischi shreed della storia.
Imperdibile.
3) LED ZEPPELIN IV (Led Zeppelin)
Arrivati sul podio non potevamo che trovare questo album.
Questo capolavoro ha risuonato nelle mie orecchie per cinque anni tutte le mattine di scuole superiori tra casa mia e gli odiati libri.
Non vi dirò (per chi non lo sapesse) i titoli presenti nell'album, perche a prascindere presi uno per uno sono incredibilmente potenti forti di un rock contundente, vocalmente eccelso.
Da avere in bacheca.
2) A NIGHT AT THE OPERA (Queen)
Opera maestra dei Queen è il quarto album da studio del quartetto inglese.
Essendo il mio gruppo preferito sono un pò di parte ma basta leggere un titolo su tutti per capire che la posizione assegnatagli è meritata: Bohemian Rapsody!!
Registrato in maniera impeccabile, con un Mercury ispiratissimo e nel pieno della forma vocale, chitarre che suonano come chitarre ma anche come quartetti di fiati bebop, batteria contundente tutto mischiato con ambientazioni surreali retro.
Da avere assolutamente!!.
1)ABBEY ROAD (Beatles)
Avrei potuto mettere almeno tre album dei Beatles al primo posto ma ho voluto mettere questo per una serie di ragioni: prima di tutto questo album era sempre presente nell'auto di mio padre e quindi è uno di quelli che più hanno accompagnatoi viaggi per andare in vacanza e poi l'indubbio valore artistico di questo concept non va sottovalutato.
L'8 agosto i Beatles scattano la foto della copertina che potete ammirare qua sopra mettendo altra carne al fuoco sulla leggenda secondo cui Paul sarebbe morto anni prima.
Ma le leggende si sà non bastano e allora giù a sfornare successi come "Come Together" "Here Comes The Sun" e "Something" senza contare il "Medley" finale eccezionale!
Uno dei Migliori album di tutti i tempi.
Firmato.
Umby
Il post di oggi è un po' personale ma potrebbe risultare anche un buon consiglio per gli acquisti natalizi, in caso voleste regalare un album.
Partendo dal presupposto che in uscita ci sono un sacco di nuovi titoli interessanti, ma di questo parlerò in un'altro articolo, oggi vediamo quelli che secondo me sono album imprescindibili per chi si avvicina alla chitarra.
Sò che ognuno di noi ha i propri gusti e quindi se volete commentare con una lista vostra sotto il post sarei felicissimo di leggerla.
5) A MOMENTARY LAPSE OF REASON (Pink Floyd)
Primo album dopo l'abbandono ri Roger Waters ho messo questo album (non amatissimo dai puristi dei Pink Floyd) per la qualità della registrazione e del mixaggio.
Se ascoltato su cuffie di qualità o da cuffie da 2 euro questo album è spettacolare, sembra di essere entrati in un'altro mondo che ci racconta una storia dall'inizio alla fine.
Consigliatissimo.
4) SURFING WITH THE ALIEN (Joe Satriani)
Album che ha segnato la storia del rock strumentale avviando l'uso modale e l'abuso della leva "Surfing With The Alien" è una pietra miliare della musica.La diversità delle tracce insieme alla title track storica e tutt'ora suonata da miglioni di appassionati fanno di questo album uno dei più ascoltati dischi shreed della storia.
Imperdibile.
3) LED ZEPPELIN IV (Led Zeppelin)
Arrivati sul podio non potevamo che trovare questo album.
Questo capolavoro ha risuonato nelle mie orecchie per cinque anni tutte le mattine di scuole superiori tra casa mia e gli odiati libri.
Non vi dirò (per chi non lo sapesse) i titoli presenti nell'album, perche a prascindere presi uno per uno sono incredibilmente potenti forti di un rock contundente, vocalmente eccelso.
Da avere in bacheca.
2) A NIGHT AT THE OPERA (Queen)
Opera maestra dei Queen è il quarto album da studio del quartetto inglese.
Essendo il mio gruppo preferito sono un pò di parte ma basta leggere un titolo su tutti per capire che la posizione assegnatagli è meritata: Bohemian Rapsody!!
Registrato in maniera impeccabile, con un Mercury ispiratissimo e nel pieno della forma vocale, chitarre che suonano come chitarre ma anche come quartetti di fiati bebop, batteria contundente tutto mischiato con ambientazioni surreali retro.
Da avere assolutamente!!.
1)ABBEY ROAD (Beatles)
Avrei potuto mettere almeno tre album dei Beatles al primo posto ma ho voluto mettere questo per una serie di ragioni: prima di tutto questo album era sempre presente nell'auto di mio padre e quindi è uno di quelli che più hanno accompagnatoi viaggi per andare in vacanza e poi l'indubbio valore artistico di questo concept non va sottovalutato.
L'8 agosto i Beatles scattano la foto della copertina che potete ammirare qua sopra mettendo altra carne al fuoco sulla leggenda secondo cui Paul sarebbe morto anni prima.
Ma le leggende si sà non bastano e allora giù a sfornare successi come "Come Together" "Here Comes The Sun" e "Something" senza contare il "Medley" finale eccezionale!
Uno dei Migliori album di tutti i tempi.
Firmato.
Umby
sabato 28 novembre 2015
Ibanez differenti tipi di Wizard!
Negli anni 80' Ibanez ha scioccato il mondo degli interpreti cambiando radicalmente il modo di fare le chitarre; ma sopratutto i manici, realizzando il manico più sottile mai creato fino a quel momento il Wizard.
Negli anni la casa nipponica ha sviluppato diversi profili per diversi interpreti e per differenziarli li ha chiamati semplicemente Wizard, Wizard II, Wizard III.
Vediamo le principali differenze di ognuno di questi manici:
Original Wizard--these are the original block-style neck joint necks and the thinnest.
Thickness at 1st fret: 17mm
Thickness at 12th fret: 19mm
Radius: 430mm
Scarf joint.
Most susceptible to warping, but thinnnest.
Vediamo che nel Wizard I è classificato come il più sottile con 17mm (millimetri) al primo tasto e solo 19 al 12.
Nelle note lo si definisce il più suscettibile ai cambi di temperatura (il manico è un pezzo solo nei primi esemplari).
Super Wizard--these are the 3 piece necks used on MIJ RGs between 1994 and 2002.
Thickness at 1st fret: 17mm
Thickness at 12th fret: 20mm (actually closer to 19.5mm)
Radius: 430mm
Still very thin, and more stable.
Il Super Wizard è sempre molto sottile ma al 12 i millimetri sono 20 donandogli più stabilità. (manico in tre pezzi)
Prestige Wizard--these are are the five piece necks that come on the lower-priced MIJ RGs in Ibanez's current lineup. Slightly thicker and wider due to the five piece construction.
Thickness at 1st fret: 18mm
Thickness at 12th fret: 20mm
Radius: 430mm
Very stable, though a bit thicker.
Sempre ottilissimo il prestige essendo costruito in cinque pezzi è il più stabile.
Prestige Super-Wizard HP--these are the slimmest necks currently sold by Ibanez, and attempting to return to Original Wizard measurements (only wider).
Thickness at 1st fret: 17mm
Thickness at 12th fret: 19mm
Radius: 430mm
Five piece construction--very stable, very slim.
Il Prestige Super Wizard Hp viene definito come il più stabile della serie e uno dei più sottili.
Wizard II--these are thicker than the Wizard necks, and generally found on mid-range MIK and MII RGs.
Thickness at 1st fret: 19mm
Thickness at 12th fret: 21mm
Radius: 400mm
Thicker front to back than the Wizard and with a narrower radius, making bends slightly tougher (still much flatter than Fender).
Il Wizard II come possiamo vedere al primo tasto è di 19millimetri due in più del Wizard e al dodicesimo 21 millimetri
Il Wizard II anche se sempre abbastanza sottile ha anche un maggiore Radio (se non si sa cos'è il radio consultate un mio precedente articolo.)
Un Feeling più classico.
Wizard III--same specs as the Wizard II, just widened to fit the 58mm neck pockets on the new guitars.
Nel Wizard III cambia solo lo zoccolo del manico che è un pò più grosso ma in realtà la misure in millimetri sono le stesse.
JEM--this is a tough one. The JEM neck profile has changed a lot over the years, although Ibanez hasn't changed the official numbers they list in the catalog. So, here's the numbers from the catalog:
Thickness at 1st fret: 19mm
Thickness at 12th fret: 21mm
Radius: 430mm
Il Jem si può definire un Wizard II con un radio di 430mm (inferiore al Wizard II standard che ha un radio di 400mm).
Firmato
Umby.
Negli anni la casa nipponica ha sviluppato diversi profili per diversi interpreti e per differenziarli li ha chiamati semplicemente Wizard, Wizard II, Wizard III.
Vediamo le principali differenze di ognuno di questi manici:
Original Wizard--these are the original block-style neck joint necks and the thinnest.
Thickness at 1st fret: 17mm
Thickness at 12th fret: 19mm
Radius: 430mm
Scarf joint.
Most susceptible to warping, but thinnnest.
Vediamo che nel Wizard I è classificato come il più sottile con 17mm (millimetri) al primo tasto e solo 19 al 12.
Nelle note lo si definisce il più suscettibile ai cambi di temperatura (il manico è un pezzo solo nei primi esemplari).
Super Wizard--these are the 3 piece necks used on MIJ RGs between 1994 and 2002.
Thickness at 1st fret: 17mm
Thickness at 12th fret: 20mm (actually closer to 19.5mm)
Radius: 430mm
Still very thin, and more stable.
Il Super Wizard è sempre molto sottile ma al 12 i millimetri sono 20 donandogli più stabilità. (manico in tre pezzi)
Prestige Wizard--these are are the five piece necks that come on the lower-priced MIJ RGs in Ibanez's current lineup. Slightly thicker and wider due to the five piece construction.
Thickness at 1st fret: 18mm
Thickness at 12th fret: 20mm
Radius: 430mm
Very stable, though a bit thicker.
Sempre ottilissimo il prestige essendo costruito in cinque pezzi è il più stabile.
Prestige Super-Wizard HP--these are the slimmest necks currently sold by Ibanez, and attempting to return to Original Wizard measurements (only wider).
Thickness at 1st fret: 17mm
Thickness at 12th fret: 19mm
Radius: 430mm
Five piece construction--very stable, very slim.
Il Prestige Super Wizard Hp viene definito come il più stabile della serie e uno dei più sottili.
Wizard II--these are thicker than the Wizard necks, and generally found on mid-range MIK and MII RGs.
Thickness at 1st fret: 19mm
Thickness at 12th fret: 21mm
Radius: 400mm
Thicker front to back than the Wizard and with a narrower radius, making bends slightly tougher (still much flatter than Fender).
Il Wizard II come possiamo vedere al primo tasto è di 19millimetri due in più del Wizard e al dodicesimo 21 millimetri
Il Wizard II anche se sempre abbastanza sottile ha anche un maggiore Radio (se non si sa cos'è il radio consultate un mio precedente articolo.)
Un Feeling più classico.
Wizard III--same specs as the Wizard II, just widened to fit the 58mm neck pockets on the new guitars.
Nel Wizard III cambia solo lo zoccolo del manico che è un pò più grosso ma in realtà la misure in millimetri sono le stesse.
JEM--this is a tough one. The JEM neck profile has changed a lot over the years, although Ibanez hasn't changed the official numbers they list in the catalog. So, here's the numbers from the catalog:
Thickness at 1st fret: 19mm
Thickness at 12th fret: 21mm
Radius: 430mm
Il Jem si può definire un Wizard II con un radio di 430mm (inferiore al Wizard II standard che ha un radio di 400mm).
Firmato
Umby.
giovedì 19 novembre 2015
Evoluzione della chitarra elettrica in poche parole.
In questa imagine ripercorriamo, in realtà un po' brevemente, l'evoluzione che dalla sua nascita la chitarra elettrica ha avuto.
Possiamo vedere che quella che è considerata la prima chitarra elettrica della storia è stata, negli anni 30', la Rickenbacker "Flayng Pan" seguita dalla Rickenbacker "Electro String", delle chitarre per slide che all'epoca (dove la musica Hawayana era in voga) dovevano adempire alla richiesta di volume che il mercato richiedeva.
Nel 1941 un geniale inventore/chitarrista Les Paul, nella sua casa, crea manualmente una chitarra solid body prendendo due pezzi di legno e un manico.
La chiamerà Les Paul "The Log".
Un grande passo in avanti fu realizzato nel 1947 con l'introduzione della Bigsby "Merle Travis" se vogliamo la prima signature della storia oltre che la prima vera solid body (non ebbe un gran successo anche perche Bigsby in fatto di estetica aveva gusti strani).
Nel 1948 la svolta, Fender lancia la Broadcaster che da li a breve prenderà il nome di Telecaster che rimarrà una delle più iconiche e riconoscibili chitarre del mondo.
Da li in poi il gioco si può dire fatto! Nel 52' La prima vera Les Paul dotata di P-90 "Goldtop", nel 54' La mitica Stratocaster che praticamente è rimasta immutata fino ai giorni nostri.
Nel 1979 il virtuoso Van Halen con la necessità di adattare una chitarra alle tecniche di playing più avanzate, mise insieme una chitarra iconica la "Frankenstrat" un mix di pezzi, un body Strato, un manico Charvel, Floyd Rose e un pickup di una Gibson 335.
Cambiò la storia della chitarra persempre.
Nel 1982 lo straordinario ma poco fortunato Randy Rhodes imbracciava la sua signature prodotta dalla Jackson dalla forma di V modificata secondo le sue esigenze con, un manico ultrapiatto, Floyd Rose e pickups con un output elevato.
Storica!!
L'ultima vera evoluzione ce l'hanno proposta i Korn con l'avvento di un nuovo genere il NuMetal, le sette corde.
Gia vista nelle mani di Steve Vai, le sette corde, sono state portate al successo dal gruppo di Munky e Head che ne hanno fatto un'icona della fine del XX secolo.
Ultimamente (e questo lo metto per scherzo) si sono visti anche obbrobri di plastica attaccate alle playstation per chi non ha la voglia di mettersi seriamente a studiare ma vuole sentirsi per un giorno Rock Star.
Guitar Hero.....patetico.
Firmato.
Umby
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